A
Aberrazioni di alto ordine(HOA)
Distorsioni ottiche più complesse rispetto al semplice difetto sferico o astigmatico, particolarmente accentuate nel cheratocono a causa dell'irregolarità della superficie corneale. Sono responsabili di sintomi come aloni, raggi e immagini multiple intorno alle luci.
Aberrometria
Esame strumentale che misura le aberrazioni ottiche dell'intero sistema visivo, fornendo informazioni più ricche di una semplice refrazione. Nel cheratocono evidenzia un caratteristico aumento delle aberrazioni di alto ordine.
Acuità visiva
Capacità dell'occhio di distinguere i dettagli più piccoli a una determinata distanza. Si misura tipicamente in decimi (es. 10/10) o frazioni (es. 20/20). Nel cheratocono spesso non è correggibile pienamente con i soli occhiali.
Amsler-Krumeich
Classificazione clinica del cheratocono in 4 stadi, basata su cheratometria, pachimetria e parametri biomicroscopici. È il riferimento storico per stadiare la malattia e guidare le decisioni terapeutiche.
Anelli intrastromali(ICRS)
Segmenti semicircolari di materiale biocompatibile impiantati nello stroma corneale per regolarizzare la curvatura della cornea e migliorare la qualità visiva nel cheratocono. Sono reversibili e possono essere rimossi se necessario.
Astigmatismo
Difetto refrattivo in cui la cornea non ha una curvatura uniforme: la luce viene messa a fuoco su due piani anziché in un solo punto. Nel cheratocono tende a essere irregolare, non correggibile pienamente con occhiali.
Astigmatismo irregolare
Forma di astigmatismo in cui i due meridiani principali non sono perpendicolari tra loro. È tipico del cheratocono e di altre patologie corneali, e richiede correzione con lenti a contatto rigide o sclerali per essere neutralizzato.
Atopia
Predisposizione costituzionale a sviluppare malattie allergiche (rinite, asma, dermatite atopica). È un fattore di rischio documentato per il cheratocono, sia per via dell'infiammazione sistemica sia per il prurito oculare cronico associato.
B
Banca degli occhi
Struttura sanitaria specializzata nella raccolta, conservazione, controllo qualità e distribuzione di tessuti oculari donati per il trapianto. In Italia operano sotto coordinamento del Centro Nazionale Trapianti.
Biomeccanica corneale
Studio delle proprietà meccaniche della cornea (rigidità, elasticità, isteresi). Esami specifici come l'ORA o il Corvis ST possono evidenziare alterazioni biomeccaniche prima ancora che la topografia mostri segni di cheratocono.
C
Calcidiolo(25-OH vitamina D)
Forma circolante della vitamina D, prodotta dal fegato a partire dalla vitamina D di origine cutanea o alimentare. È il marker di riferimento per valutare lo stato vitaminico nel sangue.
Cheratocono frusto
Forma molto iniziale, spesso asintomatica, di cheratocono identificabile solo con tomografia o topografia. Va distinta dalla cornea normale e meritano stretto monitoraggio per il rischio di evoluzione.
Cheratometria
Misurazione strumentale della curvatura corneale anteriore, espressa in diottrie o millimetri di raggio. Nel cheratocono i valori cheratometrici tendono ad aumentare progressivamente.
Cheratoplastica
Termine medico per indicare il trapianto di cornea. Comprende diverse tecniche: cheratoplastica perforante (PK, sostituzione di tutta la cornea) e lamellare (DALK, solo strati anteriori).
Collagene corneale
Proteina strutturale che costituisce il principale componente dello stroma corneale, organizzato in fibre regolarmente disposte. Nel cheratocono si osserva un'alterazione di questa organizzazione, con riduzione di rigidità.
Cornea
Lente trasparente posta nella parte anteriore dell'occhio, responsabile di circa due terzi del potere refrattivo. È costituita da cinque strati: epitelio, membrana di Bowman, stroma, membrana di Descemet, endotelio.
Cross-linking corneale(CXL)
Procedura terapeutica che induce la formazione di legami chimici aggiuntivi tra le fibre di collagene corneale, rinforzando il tessuto e arrestando la progressione del cheratocono. Combina riboflavina e radiazione ultravioletta A.
D
DALK
Acronimo di Deep Anterior Lamellar Keratoplasty, ovvero cheratoplastica lamellare anteriore profonda. Tecnica di trapianto di cornea che sostituisce solo gli strati anteriori, conservando l'endotelio del paziente. È oggi la tecnica di riferimento per il cheratocono.
Descemet(membrana di)
Sottile membrana basale dell'endotelio corneale, posta profondamente nello stroma. La sua rottura acuta nei cheratoconi avanzati causa l'idrope corneale.
Diottria(D)
Unità di misura del potere refrattivo di una lente o di una superficie ottica. Nel cheratocono si misurano in diottrie sia il difetto visivo sia la curvatura corneale (cheratometria).
Distrofia
Termine medico per malattie ereditarie o degenerative di un tessuto. Il cheratocono è classificato come distrofia ectasica corneale, caratterizzata da assottigliamento e protrusione della cornea.
E
Endotelio corneale
Strato cellulare più interno della cornea, deputato al mantenimento della trasparenza tramite il pompaggio attivo dell'acqua. Nel cheratocono è generalmente preservato; questa è la base anatomica che giustifica la DALK.
Epitelio corneale
Strato superficiale della cornea, costituito da 5-6 file cellulari. Si rigenera completamente in pochi giorni dopo le procedure che lo rimuovono (come il cross-linking epi-off).
F
Fleischer(anello di)
Deposito anulare di emosiderina alla base del cono corneale, segno biomicroscopico di cheratocono in stadio avanzato. Si visualizza con luce blu di cobalto alla lampada a fessura.
I
Idrope corneale
Complicanza acuta del cheratocono avanzato, dovuta alla rottura della membrana di Descemet con ingresso di liquido nello stroma corneale. Si manifesta con dolore, fotofobia e calo visivo improvviso, ma spesso si risolve spontaneamente in alcune settimane.
IOL(lente intraoculare)
Lente artificiale impiantata all'interno dell'occhio in chirurgia della cataratta o refrattiva. Esistono lenti monofocali, multifocali, EDOF e toriche, scelte in funzione delle esigenze del paziente.
L
Lenti gas-permeabili(RGP)
Lenti a contatto rigide ad alta permeabilità all'ossigeno, di prima scelta per la correzione del cheratocono lieve-moderato. Neutralizzano l'irregolarità corneale grazie al film lacrimale che si interpone.
Lenti ibride
Lenti a contatto con centro rigido (per la correzione ottica) e bordo morbido (per il comfort). Combinano i vantaggi delle lenti rigide e morbide.
Lenti sclerali
Lenti a contatto rigide di grande diametro che appoggiano sulla sclera e non sulla cornea, creando una vasca di soluzione fisiologica che neutralizza completamente l'irregolarità corneale. Sono di scelta nei cheratoconi avanzati.
Limbus
Zona di transizione tra cornea e sclera, sede delle cellule staminali dell'epitelio corneale. È un riferimento anatomico importante in molte procedure chirurgiche corneali.
M
MMP-9
Metalloproteinasi della matrice 9, enzima coinvolto nella degradazione del collagene. Risulta aumentata nel film lacrimale dei pazienti con cheratocono ed è considerata uno dei marker biochimici della malattia.
Munson(segno di)
Deformazione a forma di V della rima palpebrale inferiore quando il paziente guarda in basso, dovuta alla protrusione conica della cornea. È un segno clinico di cheratocono molto avanzato.
P
Pachimetria
Misurazione dello spessore corneale, espressa in micron. Lo spessore al punto più sottile è uno dei parametri chiave per stadiare il cheratocono e per la pianificazione del cross-linking.
PK(cheratoplastica perforante)
Tecnica tradizionale di trapianto di cornea, in cui si sostituisce l'intero spessore corneale. Oggi è meno usata della DALK nel cheratocono, ma resta indicata in casi specifici (idrope esiti, cicatrici profonde).
R
Refrazione
Misurazione del difetto visivo (miopia, ipermetropia, astigmatismo) attraverso lenti di prova. Nel cheratocono la refrazione è spesso instabile e cambia frequentemente nelle fasi evolutive.
Riboflavina(vitamina B2)
Vitamina idrosolubile utilizzata in collirio durante il cross-linking corneale: imbibita dallo stroma, attivata dalla luce UV-A genera radicali liberi che inducono la formazione dei legami crociati nel collagene.
S
Scheimpflug(principio di)
Principio ottico utilizzato in alcuni dispositivi di tomografia corneale (es. Pentacam) per ottenere immagini tridimensionali ad alta risoluzione di tutta la cornea, con misurazione della curvatura anteriore e posteriore.
Stress ossidativo
Squilibrio tra produzione di radicali liberi e capacità antiossidative del tessuto. È documentato nel cheratocono e considerato uno dei meccanismi patogenetici della malattia.
Stroma corneale
Strato medio della cornea, che ne costituisce circa il 90% dello spessore. È formato da fibre di collagene regolarmente organizzate in lamelle parallele. Nel cheratocono è la sede principale delle alterazioni patologiche.
T
Tomografia corneale
Esame strumentale che ricostruisce la geometria tridimensionale della cornea (superficie anteriore, posteriore e spessore in ogni punto). È più accurata della topografia tradizionale per la diagnosi precoce.
Topografia corneale
Esame che mappa la curvatura della superficie corneale anteriore, evidenziando le irregolarità tipiche del cheratocono. È stato il primo esame strumentale a rivoluzionare la diagnosi precoce.
U
UV-A
Radiazione ultravioletta a lunghezza d'onda compresa tra 315 e 400 nm. Combinata con la riboflavina è la base del cross-linking corneale. La quantità di energia (fluenza) erogata è strettamente protocollata.
V
VDR(recettore vitamina D)
Recettore nucleare specifico della vitamina D attiva (calcitriolo), espresso in pressoché tutti i tessuti, inclusa la cornea. La sua presenza nel tessuto corneale è la base biologica del legame ipotizzato tra vitamina D e cheratocono.
Vogt(strie di)
Sottili linee verticali (in realtà pieghe della membrana di Descemet) visibili biomicroscopicamente al centro della cornea nei cheratoconi avanzati. Scompaiono temporaneamente alla pressione sull'occhio.
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